Connect with us

Serie A

Pioli, ‘o muori da eroe…’: nel Milan il ‘rumore del silenzio’

Stefano Pioli, ‘o muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo’: nel Milan il ‘rumore del silenzio’, Milano grida al cambiamento

Published

on

Milan

O muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo“. Nel giorno in cui uno dei pilastri di un decennio del calcio mondiale lascia all’apice della carriera, Stefano Pioli è perfetto contraltare, chiudendo la propria curva discendente al Milan nel weekend.

Una manciata di ore separa dai due anni esatti dall’immortale 22 maggio, culmine del ciclo di Stefano Pioli in rossonero. ‘Eroe’ osannato per lungo tempo, colonna sonora delle cavalcate Scudetto e Champions, divenuto unico parafulmine nel temporale della stagione e dei moti di tifo.

Una vera e propria tempesta perfetta a costringere il Diavolo nell’inferno stagionale, a piegare l’uomo nell’animo. Le recenti dichiarazioni sono quelle di un allenatore ferito, che vede le ultime ingenerose pagine scriversi nel libro del proprio cammino al capolinea.

L’immagine degli ultimi mesi è quella di un Pioli solo, non in toto, ma certamente meno sostenuto, agli occhi del pubblico, rispetto al recente passato a firma Maldini & Co. Dedizione e proposte, ciononostante, non sono mai venute meno; costretto ad assemblare una squadra ricca di novità, in un condensato di inesperienza e, pur momentanea, incompiutezza tecnica.

A volte la verità non basta, a volte la gente merita di più, a volte la gente ha bisogno che la propria fiducia venga ricompensata“. ‘A volte’, questa volta, semplicemente, non è più possibile continuare assieme. Molteplici fattori lo suggeriscono, la realtà lo costringe. Il gioco delle colpe, se necessario, è affare di un tempo prossimo: in ogni caso, la fetta più grossa dell’amara torta, non è destinata al piatto di Stefano Pioli.

Una parabola, quella del tecnico al Milan appunto, nata nei #PioliOut di benvenuto, di un Diavolo costretto all’inferno da un decennio scarso, 14° nel giorno dell’esordio in panchina. Una parabola culminata in Scudetto e semifinale di Champions League, nonostante i mezzi tecnici alla vigilia delle cavalcate lo proibissero. Una parabola, in ultima istanza, con la costante ricerca di crescita, evoluzione e gioco propositivo, costretta a morire dinanzi ad orizzonti e prospettive ben differenti dall’atteso, in un contesto ambientale di malumore da 2° posto, lo stesso in festa poche stagioni fa per l’approdo in Europa League.

Tra anni, invasi da un alone di ricordi, sfogliando tra le pagine del libro della storia del Milan, il prossimo capitolo da scrivere sarà, inevitabilmente, introdotto dalla dicitura ‘Post Pioli’. Inevitabile, di per sé, perché il mondo rossonero è totalmente rivoluzionato. Il tifo, ormai da tempo, ha reso nota la metabolizzazione di ciò, decisamente meno la società.

Milan, il 'rumore del silenzio'

Milan, è il ‘rumore del silenzio’: Milano grida al cambiamento

L’ultimo tuono della tempesta stagionale, infatti, rimbomba ancora a San Siro. È il ‘rumore del silenzio’, quello che accomuna la Sud alla società attuale. Una prima profilazione dell’investitore americano nel calcio nostrano era giunta con Elliott: il fare sfuggente dalle alte luci dei media, allora, venne derubricato ad elegante modo di porsi, in un contesto che di eleganza, di questi tempi, ha ben poca da offrirne.

Lavoro di qualità al riparo dai riflettori, impersonato e protetto da Paolo Maldini. Svanita l’essenza del Milan, i successori vengono gettati in pasto alle folle nelle vesti del perfetto stereotipo del businessman d’oltreoceano. Il silenzio persiste, questa volta contornato da tratti urticanti per l’ambiente. RedBird, e incaricati da esso, vigono nell’ambiente nella più totale assenza. Questo, quantomeno, trapela dal contesto barricato sin qui.

Né comunicati né smentite, tantomeno contatti: di ufficiale, nel nuovo Milan, giunge ben poco. Largo, così all’indomabile oceano di nomi, invettive e congetture sul futuro. In questo contesto farsi scivolare addosso le lusinghe di profili come Conte e De Zerbi, poi, rischia di essere il tiro decisivo per spezzare la corda.

San Siro grida nel nuovo inferno del Milan, auspicando chiarezza e certezze. Se il nuovo corso, da RedBird al post Pioli, non fosse in grado di offrirne, quantomeno non nella dimensione richiesta dall’ambiente, giungerà presto il tempo della caduta dei veli. Tra una settimana esatta il futuro busserà alla porta del Diavolo, alla società la scelta: aprire e votarsi al nuovo inizio in grande stile o proseguire in un cammino che, dalle parti di Milano, è ormai al capolinea.

Serie A

Juventus, annunciato Thiago Motta: si avvicina Douglas Luiz

La Juventus ufficializza Thiago Motta come nuovo allenatore. L’ex Bologna succederà ad Allegri e siederà sulla panchina bianconera fino al 2027. In parallelo, si avvicina Douglas Luiz

Published

on

Thiago Motta

Dopo una lunga attesa arriva finalmente l’ufficialità. Thiago Motta sarà il nuovo allenatore della Juventus, che ha ufficializzato l’accordo fino al 2027 con l’ex allenatore del Bologna che seguiva sin da inizio anno. Al contempo, la Vecchia Signora è ad un passo da Douglas Luiz dall’Aston Villa, primo rinforzo per Motta insieme a Di Gregorio dal Monza. Per il centrocampista brasiliano, la Juventus è pronta a garantire 20 milioni agli inglesi insieme ai cartellini di Iling Jr e McKennie.

Continue Reading

Serie A

Conte al Napoli, le cifre dell’accordo con De Laurentiis

Contratto fino al 2027 e ingaggio da top assoluto: Antonio Conte torna in Serie A e lo fa sulla panchina del Napoli di Aurelio De Laurentiis

Published

on

Conte e De Laurentiis

La giornata di ieri ha sciolto ogni dubbio, semmai ce ne fossero ancora. Antonio Conte è il nuovo allenatore del Napoli e la tanto agognata firma sul contratto è stata apposta tra foto e sorrisi.

“Forza Napoli” ha ribadito il tecnico salentino intercettato dai primi microfoni, una dichiarazione d’amore che potrebbe stonare con il suo passato sportivo ma calza a pennello con la sua ambizione. Per questo, De Laurentiis ha optato per un triennale da 6 milioni a stagione, stesso ingaggio che all’ombra del Vesuvio si riserva al top player.

E Conte lo è, checché se ne dica: tre Scudetti con la Juventus e uno con l’Inter lo rendono pienamente consapevole dell’ambiente Serie A, soprattutto dell’alta classifica. Piazzamento da agguantare assolutamente per non ripetere la sciagurata annata appena conclusa ed in tal senso tanto – forse tutto – dipenderà dalle strategie di mercato dei prossimi mesi.

Continue Reading

Serie A

Inter, Oaktree ha deciso: Marotta è il nuovo presidente

Beppe Marotta è il nuovo presidente dell’Inter. Le quotazioni del dirigente nerazzurro sono decollate nelle ultime ore, fino alla finale approvazione da parte di Oaktree

Published

on

Marotta, Inter @Twitter

L’Inter muta i ruoli a livello dirigenziale e non solo per quanto riguarda la proprietà. Il fondo Oaktree, infatti, ha ufficializzato la nomina di Beppe Marotta come nuovo presidente del club nerazzurro.

L’ormai ex amministratore delegato è il 22º della storia dell’Inter a ricoprire tale carica e ha speso parole al miele per Oaktree: “Li ringrazio, sono orgoglioso di far parte dell’Inter. Questa nomina è il riconoscimento lavoro svolto da molte persone in questi 3 anni”.

Continue Reading

Trending