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Tennis

Sinner e Kalinskaya: coppia di… finali in Germania

Da coppia nella vita al campo: Jannik Sinner e Anna Kalinskaya inseguono la doppietta in Germania, ad Halle e a Berlino, entrambi alla prima finale su erba per bissare quanto accaduto scorsa settimana

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Sinner e Kalinskaya

Star assoluta del momento in Italia e non solo, Jannik Sinner cavalca i riflettori solo per quanto riguarda il tennis. Della vita privata dell’altoatesino, infatti, si hanno poche informazioni, con il numero 1 del mondo che ha sempre ribadito la sua riservatezza a tal proposito. Anche per quanto riguarda la sua vita di coppia con la russa Kalinskaya non si sa molto, ma, in questo caso, è stato il campo a parlare.

Da Halle a Berlino: Sinner e Kalinskaya a caccia della doppietta

Domenica 23 giugno, infatti, i due fidanzati scenderanno entrambi in campo, entrambi in Germania, entrambi chiamati alla loro prima finale su erba. Sinner ha avuto la meglio su Zhang in due set ad Halle e ora dovrà affrontare l’amico Hubert Hurkacz alla ricerca di quello che sarebbe il suo primo titolo su questa superficie, oltre che un ottimo innesto di fiducia in vista di Wimbledon.

Kalinskaya, invece, dopo aver approfittato del ritiro di Sabalenka, ha superato Vika Azarenka a Berlino e se la vedrà con Pegula, vincente su Gauff, per provare a collezionare quello che sarebbe il suo primo titolo WTA, dopo la finale persa a Dubai contro la nostra Jasmine Paolini.

Sinner

Kalinskaya insegue Sinner: “Cerco di essere come lui”

Due carriere, fin qui, molto diverse. Da un lato Sinner: un tennista che a soli 22 anni vanta già uno Slam, una Coppa Davis da protagonista assoluto e due Master 1000 in bacheca, oltre che, ovviamente, il gradino più alto del ranking ATP.

Kalinskaya, invece, che compirà 26 anni a dicembre, sta crescendo in maniera importante negli ultimi tre anni, portandosi fino alla posizione 24 del ranking WTA, che ricopre tutt’oggi, ma che supererà lunedì quando si porterà fino al 17esimo o 16esimo posto.

“Sto cercando di essere brava quanto lui (Sinner ndr)” sono state le parole della tennista dopo la semifinale vinta, che ora cerca, insieme a Jannik, di replicare quanto fatto da de Minaur e la fidanzata Katie Boulter, vittoriosi entrambi settimana scorsa rispettivamente ai tornei di Hertogenbosch e Nottingham.

Kalinskaya

Chi è Kalinskaya? Dal caos con Kyrgios alla riservatezza di Sinner

Per quanto riguarda la loro vita privata non si hanno molte informazioni, come già accennato in precedenza. A confermare la loro relazione era stato Sinner a inizio giugno, ribadendo ancora una volta, però, la sua voglia di riservatezza.

Kalinskaya, però, non è nuova ai gossip e, anzi, la fine della sua precedente relazione con Kyrgios era piombata sui social, con la tennista che aveva pubblicato un post senza mezzi termini a tal riguardo.“Tu non sei un ragazzaccio, ma sei semplicemente una persona cattiva” erano state le parole rivolte tramite Instagram all’australiano, salvo poi eliminare il post e rimpiazzarlo con un più diplomatico “Ci siamo lasciati, non siamo amici”.

WTA

La Toscana si prende Wimbledon: Paolini nella storia

La Toscana del tennis italiano si prende Wimbledon: Jasmine Paolini scrive la storia del movimento eliminando la Vekic e regalandosi la finale

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Jasmine Paolini scrive una delle pagine più brillanti della storia, recente e non, del tennis azzurro. La Toscana si prende Wimbledon, in attesa del carrarino Lorenzo Musetti, e lo fa portando la nuova numero 5 del mondo in finale, la prima tennista italiana di sempre a raggiungere questo traguardo.

Tre set di arcigna lotta si risolvono in un super tie-break che sorride alla nativa di Castelnuovo di Garfagnana. 2-6 6-4 7-6(8), diluito in un match che sfiora le tre ore, bastano a Paolini ad estromettere la croata Vekic dai Championships. Ad attendere l’azzurra in finale la vincente tra Krejcikova e Rybakina, con i favori del pronostico che pendono nettamente dalla parte della kazaka.

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ATP

Orgoglio toscano a Wimbledon, Musetti e Paolini fanno sognare l’Italia: è semifinale

L’orgoglio toscano fa sognare l’Italia del tennis a Wimbledon: Lorenzo Musetti e Jasmine Paolini, in semifinale ai Championships, uniti per l’impresa

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Musetti

Orgoglio toscano a Wimbledon, con Lorenzo Musetti e Jasmine Paolini che centrano la semifinale ai Championships. Alla vigilia del torneo l’attesa era tutta per Jannik Sinner, eliminato ai quarti da Daniil Medvedev, ma a far sognare l’Italia è stato il ruggito del tennis toscano.

Musetti e Paolini, un percorso da sogno, e per certi versi oltre alle aspettative, oggi, inchiodano gli occhi dell’Italia intera a Wimbledon, inseguendo il sigillo massimo di carriera. Il primo, nativo di Carrara, elimina lo statunitense Taylor Fritz, numero 12 del seeding, al termine di un’estenuante battaglia di oltre tre ore risoltasi soltanto al quinto. La seconda, nata a pochi km da Lucca, miete anch’essa il tennis a stelle e strisce estromettendo Emma Navarro dal torneo.

Orfana del faro del proprio movimento Jannik Sinner, l’Italia abbraccerà la Toscana in vista delle semifinali: Jasmine Paolini scenderà in campo giovedì 11 alle 14:30 contro la croata Vekic; Lorenzo Musetti sarà, invece, impegnato venerdì a partire dalle 14:00, puntando all’impresa contro Novak Djokovic. Due talenti, un torneo, un sogno, una regione: così l’azzurro torna a sognare Wimbledon.

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ATP

Wimbledon da ‘capogiro’: Sinner lotta su due fronti, ma è Medvedev a spuntarla

A Wimbledon va in scena un match da ‘capogiro’ con un Sinner da applausi costretto a lottare non solo in campo, ma anche coi problemi fisici, che porta la gara al quinto. A passare è però un Medvedev più forte dei nervi

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Sinner e Medvedev

Ha regalato emozioni non adatte ai deboli di cuore il match tra Sinner e Medvedev, scesi in campo a alla ricerca di un posto in semifinale a Wimbledon. Una gara che si è disputata unicamente sul campo, di fatto, per poco più di un set, prima che cadessero sul Centre Court i problemi fisici per l’altoatesino, costretto a quel punto a combattere su due fronti.

Vicino alla resa, ma non abbastanza per dargliela vinta, Sinner ha dimostrato ancora una volta il salto di qualità messo a segno nell’ultimo anno, rimettendo in piedi una partita che sembrava ormai volata via. La battaglia sul terreno di gioco, però, se l’è aggiudicata Medvedev, capace di non farsi trasportare nell’altalena di tensione e nervosismo, che torna così a vincere contro l’italiano dopo le ultime 5 sconfitte consecutive e ora attende il vincente tra Alcaraz e Paul.

Medvedev

Dal primo set, ai problemi per Sinner

Alla vigilia dei quarti di finale, la sfida tra Medvedev e Sinner era sicuramente quella che più prometteva spettacolo. Numero 1 contro numero 5 del mondo, ma, soprattutto due avversari che negli ultimi anni si erano trovati l’uno di fronte all’altro ben 11 volte, 12 con questa, a dimostrare il loro peso nel circuito ATP. Con l’italiano ai nastri di partenza col favore dei pronostici, per momento di forma e confidenza con l’erba, il match ha subito mostrato come il servizio di Medvedev potesse fare la differenza nel portare la gara alla pari.

Così un primo set privo di palle break si è deciso unicamente al tie break dove tutte le emozioni tenute fino a lì a bada si sono sprigionate. A portarsi in vantaggio di un mini break per ben due volte è stato il russo, salvo, in entrambi i casi, esser stato subito recuperato dall’altoatesino. Un altro scambio di servizi, questa volta partito da Sinner, ad aprire, poi, a quello decisivo messo a segno proprio dal numero 1 del mondo sull’8-7.

Se ci si aspettava un secondo parziale analogo al primo, Jannik, a sorpresa, ha iniziato a mostrare segnali di cedimento, perdendo ben presto il servizio, appena nel terzo game. Un set costantemente in difficoltà per l’italiano, mai realmente in gioco, si è poi chiuso sul 6-4 per Medvedev, grazie proprio a quell’unico break iniziale.

Non c’è stato spazio per interrogativi poiché il terzo parziale si è aperto in maniera identica rispetto a quello precedente, ma, proprio dopo il secondo break della partita, il cielo ha iniziato a schiarirsi e i dubbi a sciogliersi. Prima il fisioterapista, poi, più correttamente il medico, si sono avvicinati a un Sinner afflitto da giramenti di testa, per accompagnarlo momentaneamente negli spogliatoi. Attimi carici di tensione per spettatori e pubblico a casa, ignari di quale potesse essere la gravità dei problemi accusati dall’altoatesino che è però poi riuscito a tornare in campo e riprendere il gioco.

Wimbledon, Sinner

Sinner reagisce, Medvedev accusa

Col passare dei game, Jannik ha iniziato a recuperare a livello fisico e, grazie anche alla palla corta, colpo che gli ha permesso di spezzare il ritmo del numero 5 del mondo da fondocampo, è riuscito a ristabilire l’equilibrio della partita. Sul 5-4, poi, è riuscito a strappare, per la prima volta nel match, la battuta all’avversario, pareggiando i conti del set. Non solo, sul 6-5 sono due i set point che Medvedev si è visto costretto ad annullare per portare ancora una volta il parziale al tie break. Anche in questo caso è stato il russo a trovare il primo allungo che è risultato decisivo, a differenza di quanto accaduto in precedenza, per portarsi 2-1 nel conto dei set.

Forse la reazione di Sinner nel parziale precedente, forse la stanchezza fisica e psicologica di un match ad alta tensione hanno portato Medvedev ad accusare il colpo. L’altoatesino, invece, nonostante la delusione, è riuscito ad azzerare e il quarto parziale si è rivelato, di fatto, un monologo in italiano, che con un doppio break che ha deciso il set e rimandato tutto al quinto.

Wimbledon, la spunta Medvedev e bissa il 2023

Se si pensava che il russo continuasse sul passo del set appena conclusosi così non è stato. Nel quarto game Medvedev è riuscito, infatti, a portarsi sullo 0-40. A poco sono serviti i due punti messi a segno da Sinner perché alla terza occasione è arrivato il pesante break.

Vero spartiacque è stato, però, il gioco successivo, il più lungo del match, in cui il classe ’96 è riuscito a tenere il servizio dopo 5 palle game annullate e da lì il set è scivolato verso il decisivo 6-4. Restano solo applausi per un Sinner più forte dei capogiri, ma non, oggi, di un Medvedev dai nervi – stranamente – saldissimi, che trova la sua seconda semifinale consecutiva a Wimbledon.

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