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MotoGP

Moto3, Veijer vince: colpo Holgado su Alonso, Carraro 8°

Colin Veijer si prende Jerez in Moto3, davanti a Munoz ed Ortola: piazza un colpo inatteso, in ottica mondiale, Holgado su Alonso. Carraro, primo degli italiani, chiude 8°

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Veijer, Munoz e Ortola

SI apre il tris di gare della domenica ad Jerez con la Moto3, dominata da Colin Veijer. L’olandese si porta in testa, gestisce e vince, davanti a Munoz. Inutili i tentativi dello spagnolo sul finale, così come quelli di Ortola, a chiudere il podio.

Il colpo grosso, inatteso sino allo start, lo piazza Holgado, in ottica mondiale, su Alonso. Il colombiano, scattato dalla pole, cade nel corso del primo giro, chiudendo poi 11°. Di contro, il Pistolero, scattato dal 18° posto in griglia, riesce a rimontare sino al 7°, estendendo così il vantaggio in classifica mondiale a +6.

Moto3, Carraro primo degli italiani: Rossi e Lunetta fuori dai punti

Capitolo a parte per gli italiani, lontani dalle posizioni di vertice, con Carraro 8° primo al traguardo davanti a Nepa. 13° Farioli, a precedere Bertelle, mentre chiudono 18° e 20° Rossi e Lunetta.

MotoGP

Aprilia, UFFICIALE: Bezzecchi con Martin fino al 2026

Aprilia comunica ufficialmente il passaggio di Bezzecchi dal team Pertamina VR46: l’italiano comporrà un team da titolo con Martin sino al 2026

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Aprilia, Rivola e Bezzecchi

Settimane di trattativa convogliano nella neo-ufficialità: Marco Bezzecchi sarà un pilota Aprilia per le prossime due stagioni. A dare l’annuncio è la stessa casa di Noale, la quale, come in occasione del passaggio di Jorge Martin, ha tenuto a sancire il matrimonio da un video social.

Aprilia, scippo in Ducati: Bezzecchi e Martin per il titolo

Marco Bezzecchi lascia così il team Pertamina VR46 di Ducati per accasarsi, e rafforzare ulteriormente, i rivali di Noale. Gli strascichi della scelta di Gigi Dall’Igna & Co. dell’all-in con Marc Marquez, dunque, proseguono. Ducati perde congiuntamente Jorge Martin, Bezzecchi ed Enea Bastianini.

I primi due comporranno, appunto, la squadra Aprilia sino al 2026. Festa a Noale: netto rafforzamento rispetto agli anni passati, finalmente un pilota italiano, due rider da titolo. Se oggi Massimo Rivola non coglie eccezionali successi in pista può rincuorarsi, magari guardando al 2025.

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MotoGP

Bastianini e Vinales in KTM: Bezzecchi e Morbidelli, poi il domino del mercato

Dopo la scelta di Ducati si scatena KTM, con l’ufficialità di Bastianini e Vinales: Bezzecchi e Morbidelli pronti al cambio sella, poi il domino del mercato

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Bastianini, Martin, Vinales

Ducati scioglie le riserve sulla propria scelta a tre, perdendo Jorge Martin ed Enea Bastianini, promuovendo Marc Marquez. Dal primo incastro del mercato ai successivi, è il solo inizio del domino: selle e piloti si invertono, così cambiano gli equilibri in MotoGP.

Bastianini, Bezzecchi e Morbidelli: Italia regina del domino

Enea Bastianini è fresco di ufficialità, nell’aria da tempo, con KTM, in Tech3. Il comunicato congiunto della casa di Mattighofen, poi, oltre a definire una sorta di ‘secondo team ufficiale’, con moto identiche ed accomunate al team factory dall’arancione sulla carena, annuncia anche l’approdo di Maverick Vinales. Gli austriaci mostrano i muscoli sul mercato, puntando, grazie a quattro piloti di primo livello, al colpo grosso nel 2025, oltre a giovarne ancor più sul piano dello sviluppo tecnico.

Bezzecchi

Le prossime tessere del domino cadranno, poi, nel cortile della VR46. Marco Bezzecchi, da tempo in aria di team ufficiale, è pronto a legarsi ad Aprilia, donando alla casa di Noale agognate tracce di DNA italiano, oltre ad un top team con Jorge Martin. Sarà dunque il turno di Franco Morbidelli, pronto a salutare il team Pramac, ancora conteso tra Ducati e Yamaha, per accasarsi nella ‘propria’ VR46 al fianco di Fabio Di Giannantonio.

Le scelte di deciso rafforzamento di KTM, tuttavia, inguaiano Jack Miller ed Augusto Fernandez, oscillanti tra l’arrancante ed il deludente in stagione, oggi senza sella per la prossima annata. L’australiano, inverosimile opzione per Ducati ed Aprilia, ha da tempo vari abboccamenti con Honda, pronta a riaccoglierlo, con ogni probabilità nel team ufficiale, sulla sella di Joan Mir, in cerca di una qualunque via di fuga valida per evadere dal dramma made in Tokyo.

Mir in Gresini: futuro appeso all’intreccio Pramac-Aldeguer

Le strade del team Pramac e di Aldeguer, poi, s’intrecciano. Lo spagnolo, in ombra in Moto2 rispetto a quanto atteso, ha un contratto con Ducati a partire dal 2025, ma dovrà attendere ancora, verosimilmente, sino al 31 luglio (data termine dell’opzione di Pramac per rinnovare la propria permanenza in Ducati), per conoscere il proprio team di approdo.

Se Paolo Campinoti dovesse optare per percorrere il tappeto rosso steso da Yamaha, dall’Italia ad Iwata, Fermin si vedrebbe di fatto incasellato nell’ultimo slot a disposizione di Ducati: in Gresini al fianco di Alex Marquez. Se, invece, Pramac ricucisse lo strappo umano con i vertici di Borgo Panigale, ecco che lo spagnolo sarebbe naturale coniuge della GP-25 della stessa ‘cantera rossa’. A questo eventuale punto, oggi meno probabile, per Joan Mir si spalancherebbero le porte di Gresini, di cui è ammiratore dichiarato da tempo.

Fabio Quartararo

TrackHouse, Yamaha ed Honda: piloti cercasi

Gli ultimi pezzi per ricomporre l’intero puzzle della griglia del 2025 sarebbero, infine, quelli di Aprilia TrackHouse, Yamaha ed Honda, fronte LCR. Quanto all’anglofona Noale, Davide Brivio si vede conteso tra Miguel Oliveira, mai realmente sbocciato ed in difficoltà sin qui; Raul Fernandez, sul conto del quale si accumulano più buone parole, dallo stesso ex-Yamaha e Rivola, che risultati, eccezion fatta per l’exploit di Catalunya; nonché Joe Roberts, spinto dal secondo posto nel mondiale piloti in Moto2, oltre che principalmente da ragioni di nazionalità.

Una MotoGP che, via via, si farà sempre più a stelle e strisce, quantomeno questo è la volontà del movimento neo-acquisito da Liberty Media, anch’essa from USA, che potrebbe non fare a meno di un orgoglioso portacolori statunitense, così come lo stesso team TrackHouse.

Ultime, per importanza attuale e classifica, Yamaha ed Honda. La casa dei tre diapason appende le speranze tutte del proprio futuro alla decisione di Paolo Campinoti. Il secondo team, oltre che una volontà, è sempre più una proclamata necessità impellente. Se Pramac si votasse al Giappone si andrebbe alla naturale ricerca di due nuovi piloti. Il futuro tuttavia si lascia attendere, nella mente di Lin Jarvis, oggi, ha la precedenza la valutazione finale su Alex Rins.

Chiusa dovuta al team LCR, lato box Idemitsu, con Ai Ogura che, 3° in Moto2, potrebbe essere giunto al momento decisivo per fare il grande salto. Dopo il rifiuto delle passate stagioni, il nipponico è l’unica insidia all’orizzonte per Takaaki Nakagami verso l’ennesima riconferma.

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MotoGP

Il prezzo delle parole

Jorge Martin fa il blitz in Aprilia e svela le strategie di Ducati, dopo la scelta di Marc Marquez. Bastianini, apparentemente lontano nella contesa, vira verso KTM: dalle parti di Borgo Panigale da scontare il prezzo delle parole

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Ducati

Climi e scorrettezze, predatori della notte del Mugello e decisioni: il rosso Ducati accende la corrida del mercato, allontanando toreri, prospetti, progetti ed orgoglio; dalla pista ad un intricato gioco mediatico, così i rapporti istituzionali vengono meno, furbizia e scaltrezza davanti alle telecamere hanno la meglio, ed a Borgo Panigale svetta un nuovo (vecchio) matador, è il caro prezzo delle parole.

Salta il banco nella notte italiana, tempo di riordinare le carte: Jorge Martin rompe indugi e protocolli svelando il gioco di Ducati, dovrà domare l’Aprilia, incantandola sino al mondiale; Bastianini, all’apparenza mai realmente nella contesa, seduce KTM; Marquez è l’ultimo tassello del primo domino del mercato e fa jackpot, con maestria ed astuzia, diviene matador, ammazzando il protratto gioco della corrida del mercato in pochi minuti ai microfoni, incastrando Ducati e portandola sul proprio cammino.

Il brillare di 8 pezzi pregiati d’argenteria di assoluto prestigio saprebbero incantare chiunque, anche chi per anni ha optato per il progetto della valorizzazione dei giovani e, al momento di godersene i frutti, li getta nei giardini altrui. Lustro mediatico e star power hanno la meglio su tutto, questo quanto indirettamente afferma Ducati con la propria scelta, anche su anni di oculato, e fruttuoso, progetto.

Marquez, Ducati

Una scelta legittima che allontana i meriti sportivi, gli stessi che avrebbero, quantomeno, (ri)ammesso Bastianini nella contesa, alla luce del doppio smacco del Mugello, ed incoronato Martin. Ducati, dal canto proprio, vanterà (almeno) 11 mondiali nel team interno, condensando nel box Lenovo garanzie, del presente e del futuro, nella persona di Bagnaia; scommesse e garanzie di appeal, mediatico e di marketing, poi, incarnati da Marquez.

Il prezzo delle parole, quelle spese dal Cabroncito, quello caro dell’assist, ultimo, non richiesto e dal potenziale determinante, per l’addio di Pramac. Marquez matador, prende Ducati per le corna incastrandola al bivio tra sé e Martin; la guida, poi, sin nel proprio cortile, facendosi recapitare il box rosso. I vertici di Borgo Panigale eseguono e si lasciano guidare dallo spagnolo, quasi inconsapevoli del terreno assai pericoloso sul quale, da oggi, vagano.

Una firma storica, gli eterni rivali che si congiungono, ancor più della scorsa estate, cancellando come d’incanto, in un tratto d’inchiostro, gli ultimi anni. Progetto, giovani, occasioni ed orgoglio, quello del bis azzurro del quale godrà a lungo il Mugello, svaniti; climi da box, crescita e futuro, quanto avrebbero garantito i neo Aprilia e KTM, dimenticati.

Avvolta in un alone di mistero ed intrigo, poi, la suddetta scelta: Ducati si è votata al miglior pilota, del presente e del domani, o, difensivamente, ha optato per non privarsi del rivale più temibile? L’annebbiamento quanto a tempistiche, modalità e scelta ultima, in un pacchetto ad alta discutibilità, aumenta il peso sul secondo piatto della bilancia.

Martin, Aprilia

Il prezzo delle parole, ancora, è quello che esprime il blitz di Martin nell’hospitality Aprilia: né comunicati né congedi, annuncio immediato e istituzionalità, oltre che correttezza, nei rapporti svanita. Scelta sensazionalistica ad hoc per suggerire un’uscita di scena voluta, mostrando i muscoli, che non attecchisce: la realtà, pur triste e forse ingiusta, è ben nota.

Del matrimonio costretto, sgarbato nei modi, tra Aprilia e Martin resta il grande colpo a firma Rivola: predatore della notte del Mugello, l’ad concede a Noale la prima reale, grande e concreta chance di contendersi il titolo con un pilota ad alta affidabilità. Nella corrida del mercato, trascinatasi per mesi, tutto si risolve in un’operazione magistrale, al chiaro di luna, nel teatro di casa.

Il frammentarsi dell’armata rossa, in una stagione ancora in fasi embrionali, rischia di far scontare il prezzo delle parole, quelle garantitesi dall’ambiente per (almeno) un biennio inseguendo Marquez, anche in pista. Per inacidire climi e rapporti, infatti, non servirà attendere che il 93 venga tinto al fianco del numero di Bagnaia al box Ducati: il concreto, quanto pericoloso, rischio è portare strascichi da scrivania sin sui tracciati.

Bagnaia non paga il biglietto ma si gode un teatrino di prestigio nel proprio cortile. Pecco, date le circostanze, sarà chiamato a provare, una volta ancora, il proprio valore. L’asticella si alza di continuo, il 3 volte iridato recapita prontamente risposte a firma Campione. Mondiale da inseguitore ed inseguito, rivalità complesse pari marca, moto o meno, maledizioni di curve, tracciati e format: nel 2025 il banco di prova Marquez, ultimo baluardo degli scettici.

Riedizione moderna di Rossi-Lorenzo, muri nei box, frecciate tra microfoni e pista: il tempo ed i due protagonisti scriveranno la storia del nuovo corso di Ducati. Quanto è chiaro, invece, è come ben presto dalle parti di Borgo Panigale sconteranno il caro prezzo delle parole, garantite, non dette o subite, nella corrida del mercato nutrita dal rosso della GP-25, conseguenze di una scelta tanto legittima quanto fortemente discutibile.

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