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Motori

Differenze e rimandati: BMW, con Toprak tutto è possibile

Toprak Razgatlioglu assolve al proprio dominio totalizzante ed inatteso: Misano è preda della BMW del turco. Differenze e rimandati, Ducati si piega all’estro del fuoriclasse

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Toprak Razgatlioglu

Era impensabile essere a questo livello con BMW” – Toprak Razgatlioglu, poleman vincitore di Gara 1, Superpole Race e Gara 2 a Misano. Filo rosso a congiungere Germania e Turchia, la via della vittoria su suolo azzurro. Dominio totale, incontrastato ed incontrastabile quello del 54 sul tracciato romagnolo.

Briciole, quelle lasciate agli avversari, a Ducati nello specifico, costretta alla lotta a due per i restanti gradini del podio. Nicolò Bulega ci prova, ma termina sempre un gradino sotto il turco, tornato gigante ‘nonostante’ BMW. Se il livello delle moto, infatti, si pesa dal secondo pilota al traguardo: Bautista chiude terzo in Gara 1 e Gara 2, cedendo il medesimo risultato in Superpole al compagno di marca Alex Lowes; van der Mark e Redding, di contro, strappano due dodicesimi posti ed un ottavo.

Differenze, quelle tra moto e piloti. Toprak, oggi come ai tempi di Yamaha, è ancora il pilota migliore della categoria. Lo provano i meglio equipaggiati Bulega e Bautista, lo prova l’intero weekend di Misano, lo prova la leadership nel mondiale con 21 punti di vantaggio sull’italiano.

Ad inasprire la sentenza per la concorrenza, poi, c’è il masticare amaro di Jonathan Rea, alla stagione di debutto sulla R1 campione del mondo con il turco. Il Cannibale costretto al digiuno da Yamaha inizia ad accusare il colpo, mostrando primi segnali di cedimento, in pista e davanti alle telecamere. Caduta, 8° e 12° posto, bottino esiguo, ammette: “Metto in discussione anche me stesso, comincio a risentirne mentalmente“. In SBK come in MotoGP, ad Iwata è luce spenta, notte fonda. Buonanotte.

Toprak Razgatlioglu

Toprak, schiacciasassi da Alanya

A chiudere le vicende di vertice ci pensa ancora una volta Toprak, spazzando via con una pennellata d’eleganza in stoppie sul traguardo il record di Bautista: per il due volte campione del mondo in carica è la prima Misano senza vittorie dal 2021. BMW promossa a pieni voti in Italia, perché con Toprak, showman inavvicinabile, tutto è possibile, Ducati dovrà ripresentarsi a Donington Park. Rimandata.

Nota di merito, invece, per Petrucci. L’incidente in motocross lo consegna a Misano con più dubbi che certezze, in particolar modo sulla propria tenuta fisica. Gara-1, nonché intero weekend, da filo spinato tra i denti e lacrime agli occhi, per dolore ed interminabile abnegazione: Danilo è, una volta ancora, condensato di tenacia, volontà e determinazione. Combattente nato, regala alle cronache una pagina importante della propria storia.

È stato, anche, il weekend del mercato. I rumors attirano come gli uomini copertina, così Iannone torna protagonista, unica chance dati i risultati non eccelsi a Misano. Il lontano eco della MotoGP è il suono più gradito per The Maniac, in odore di ufficiale SBK nel 2025. Campinoti ci pensa per conto di Pramac, così il promesso sposo di Yamaha prenota la prima pagina.

Formula 1

Hamilton si riprende Silverstone: Sir Lewis piega Verstappen, KO Ferrari

Sir Lewis Hamilton torna alla vittoria, si riprende Silverstone e piega Max Verstappen: podio per Norris, Ferrari KO sul bagnato

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Lewis Hamilton, Mercedes

Lewis Hamilton torna a vincere, ormai tre anni dopo l’ultima volta, a casa propria, davanti al pubblico della ‘sua’ Silverstone. L’inglese, così, è il primo pilota di sempre a vincere 9 Gran Premi sullo stesso circuito. Piegato, dunque, un Max Verstappen che, dimenticato l’avvio di stagione, straccia le vesti di dominatore solitario della Formula 1, divenendo sempre più protagonista nelle serrate lotte con la concorrenza, McLaren su tutte.

Lacrime a Silverstone: Hamilton dopo la vittoria, in Ferrari per la strategia

Segue, infatti, Lando Norris, 3° nel GP di casa, proprio e della scuderia, precedendo il compagno Piastri sul traguardo. Soltanto 5°, invece, Carlos Sainz, prima Ferrari all’arrivo, nonché unica a punti. L’azzardo, o per meglio dire errore, del muretto della Rossa non paga: Leclerc sulle intermedie frana, chiude 14°.

Ottime prove di Hulkenberg e Stroll, a precedere Alonso, Albon e Tsunoda, gli ultimi a piazzarsi a punti a Silverstone. Gasly e Russell si ritirano, mentre Perez è 17°. Il mondiale, sebbene maggiormente equilibrato in pista, vede comunque un netto divario in classifica: Verstappen leader con 84 lunghezze su Norris, 105 se paragonato a Leclerc; Red Bull prima nel costruttori a +71 su Ferrari e +78 su McLaren.

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MotoGP

‘L’eletto’ è il nuovo SachsenKing

Detronizzato Marquez re di Germania, il pretendente al trono Martin chiude nella ghiaia: Bagnaia, ‘l’eletto’, è il nuovo SachsenKing. C’è ancora vita nella classi inferiori, la Federazione batta un colpo

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'L'eletto' è il nuovo SachsenKing

Il re, il principe e ‘l’eletto’. I tre in vetta al mondiale a contendersi la presa di Germania, gli ultimi due chiamati a detronizzare Marquez nel proprio regno. Marc si complica la conferma al trono già al sabato, un passo alla volta: prima l’highside, poi l’impeding dal passato. Martin coglie le grazie del reame, poi getta corona, vittoria e vetta del mondiale nella ghiaia. ‘L’eletto’ Bagnaia vince ancora, fa 4 su 4, 6 su 9, spodesta il padrone di casa undisputed e si fregia del titolo di nuovo SachsenKing.

Le gare nella gara. Di menti forti e arcigne resistenze al tempo davanti, maschia e senza sconti inseguendo. Jorge Martin è, per distacco, il più veloce del weekend; Bagnaia, per distacco, il più forte del mondiale, ad oggi. Una differenza tanto sottile quanto pesante, e nella classifica mondiale e nella bacheca. Pecco è passaggio obbligato ad ogni gara: prima la sfida al campione del mondo, poi il traguardo, eventualmente. Il delta tra il potenziale ed il risultato della concorrenza, oggi, è proprio lui.

La morte, le tasse, Bagnaia. Martin ha dovuto farci i conti, salati, costantemente nelle ultime 4 gare. In Catalunya non bastano pole, curva 5, maledizioni o gap; al Mugello il passo non è sufficiente, c’è chi sbriciola il cronometro sull’incudine; ad Assen si rispetta la ‘proprietà privata Bagnaia‘, si impara l’arte dell’accontentarsi e pensare al mondiale; al Sachsenring, in ultima istanza, si cede alla sfida ravvicinata di nervi, scoperti ed infiammati per lo spagnolo.

Differenze. Bagnaia trova continuamente nuovi modi di gustarsi le vittorie, Martin di cedere ed annotare gli errori: è il tempo di imparare. Come Keanu Reeves con la bandiera a scacchi, Pecco è ‘l’eletto’ per spodestare Marquez dal trono di Germania e divenire nuovo SachsenKing. Schiva i proiettili, di pressione, infilate e fuga del rivale; sceglie la pillola rosso Ducati, prende iniziativa nel braccio di ferro finale e vince da campione. Superato Stoner nell’albo d’oro, Martin nel mondiale, la sfida è una volta ancora contro sé stesso.

Frattura e costato dolorante lo frenano, il profumo di casa lo spinge. Marc Marquez inanella l’ennesimo capolavoro di carriera e si regala una rimonta storica. Il podio con il fratello è il premio dovuto per un weekend sul rollercoaster. Poco da aggiungere, l’iberico sgombra il campo dalle parole e lascia spazio ai fatti. Inappellabile.

Ruggisce l’Italia ai piedi del podio. Sono i consueti tuoni di rimonta di Enea Bastianini, sono i lampi di rinascita di Franco Morbidelli. Una Bestia affamata di vittoria si ferma all’antipasto dei sorpassi, il sabato mattina gli pregiudica, una volta ancora, la portata principale. Il miglioramento in qualifica è uno snodo obbligato di carriera, pena il patimento della fame ancora a lungo. Franky, all’opposto, vede eclissarsi il proprio brillare delle battute iniziali con il passare delle tornate. Pregusta il sapore del podio, il profumo lontano della vittoria: consolazione tutt’altro che magra lo spettacolo delle lotte senza sconti con Marquez e Bastianini, il 5° posto è una prima finestra sul 2020.

Weekend di festa per Quartararo che, in un presente di tempesta, scorge una luce dal futuro tra le nubi tecniche: lotta con la M1 e la costringe alla zona punti, poi l’arrivo di Pramac. Gloria massima in casa Honda: Marini, complice la pesante penalità inferta a Bradl, raccoglie il primo punto in stagione. Non solo, Mir riesce nell’impresa di riconsegnare al box HRC la moto integra. Stop the count.

Risucchiati dall’arrivo della mareggiata Pirelli, lasciati al mare aperto in stagione, Vietti ed Arbolino, scorte le coste della Germania, riesumano la dotazione d’emergenza. Tony e Celestino, razzi di segnalazione al Sachsenring. La foga del ritorno li costringe a chiudere sulle tele, ma c’è ancora vita in Moto2. Fari puntati su Lunetta: il talento non manca, le nozioni sul notorio bluff da qualifica e fine gara Moto3 ancora sì. L’attesa aumenta il desiderio di tornare a scorgere l’Italia in Moto3: il 58 arriverà, non resta che attendere cenni di vita dalla Federazione, non pervenuta, per un movimento che non può più nascondersi dietro ai successi della classe regina. Futuro in bilico.

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MotoGP

Sachsenring, Martin regalo a Bagnaia: Marquez 2°, Bastianini precede Morbidelli

Jorge Martin domina al Sachsenring, poi regala vittoria e vetta mondiale a Bagnaia: 2° Marc Marquez, Bastianini ai piedi del podio con Morbidelli

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Sachsenring, Martin-Bagnaia

Bagnaia vince al Sachsenring con doppio regalo di Jorge Martin: lo spagnolo cade a 2 giri dalla fine, concedendo successo e leadership nel mondiale al rivale. Marc Marquez è protagonista di un’eccezionale rimonta che lo porta sino al 2° posto davanti al fratello Alex. Ai piedi del podio Bastianini, anch’esso rimontante ma rallentato dalla lotta con un ottimo Franco Morbidelli, 5°.

Seguono Oliveira ed Acosta, prima di accennati lampi di debole ritorno di Bezzecchi. Binder precede Raul Fernandez, con le due TrackHouse che, come nella Sprint, sprecano le ottime qualifiche. Fa quel che può Quartararo, 11°, così come Vinales, rientrato ultimo dopo un lungo al settimo giro.

Bagnaia-Martin, Sachsenring
Bagnaia-Martin, Sachsenring

Sachsenring, Bagnaia nuovo leader del mondiale

Chiudono in zona punti anche Miller, Augusto Fernandez e Nakagami. Il feeling dell’Aprilia si sgretola con il progredire del weekend, lasciando il palco all’assedio delle Ducati: 5 nei primi 5, con la possibilità di aggiungere un’unità senza la caduta di Jorge Martin.

A suggellare il dominio di Borgo Panigale c’è la quarta vittoria consecutiva di Francesco Bagnaia, magistrale nella gestione della gara. Regge l’urto, anche mentalmente, nelle difficoltà delle prime fasi di gara; si rimette in coda a Martin ed erode progressivamente il vantaggio del rivale. Lo strappo finale costringe lo spagnolo ad una forzatura eccessiva, abbastanza da trarlo in errore e prendersi la vittoria: Pecco è il nuovo (vecchio) leader del mondiale, con 10 punti di vantaggio.

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