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Calcio

Che Italia aspettarsi? Le idee di Spalletti per Venezuela ed Ecuador

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Gli USA chiamano, la Nazionale risponde. Nella penultima finestra di amichevoli per l’Italia del CT Luciano Spalletti aumenta la curiosità dei tifosi in vista degli Europei 2024, in programma a giugno in Germania. Un contesto dolce per la storia Azzurra tanto quanto è amaro il suolo americano, beffardo nella lotteria dei calci di rigore del Mondiale ’94. Non si chiuderà di certo un cerchio, ma l’affetto per il tricolore è rimasto immutato oltreoceano e altrettanto lo sarà per le due amichevoli in programma con Venezuela ed Ecuador.

Una sosta che da un lato fa storcere il naso ai puristi del calendario, ormai denso di viaggi internazionali ed intercontinentali, ma dall’altro permette a Spalletti di compiere le ultime sperimentazioni. Su tutte quelle relative ai tre volti nuovi, che nella prima sfida contro il Venezuela non dovrebbero comunque partire dall’inizio: Bellanova, Lucca e Folorunsho. Insieme a loro, un gruppo ormai consolidato che dovrebbe ripartire dal 3421 in quel di Miami, alle ore 22:00 di giovedì 21 marzo.

Mateo Retegui
Mateo Retegui

Italia con la difesa a 3: tocca a Retegui

Le ipotesi per la difesa sono svariate in termini di uomini, ma il recente caso Acerbi e la mancata convocazione di Gatti hanno permesso a Buongiorno del Torino di scavallare rapidamente le gerarchie della vigilia, tanto che dovrebbe comporre assieme a Bastoni e Mancini il muro a difesa della porta di Donnarumma. L’Italia spallettiana rimane comunque a trazione anteriore, non rinunciando alla qualità: Jorginho favorito a centrocampo su Locatelli per affiancare Barella, con Di Lorenzo e Dimarco sugli esterni a tutta fascia – o quasi.

In attacco la scelta sembrerebbe orientata verso Mateo Retegui, che si è messo in mostra non lontano dagli USA, in Sudamerica, prima di venir convocato dall’ex CT Mancini e successivamente acquistato dal Genoa. A supporto della punta del Grifone dovrebbe agire Lorenzo Pellegrini, in forma dopo la cura De Rossi, e Federico Chiesa, voglioso di riscatto dopo il periodo orribile della sua Juventus. Dal Venezuela all’Ecuador, ovviamente, qualcosa cambierà a livello di uomini. Resterà da capire quanto e come, insieme agli altri quesiti che avvicinano la Nazionale alla lista definitiva di convocati verso l’Europeo.

Europa

Zaccagni d’Italia al 98′: Azzurri agli ottavi, ma così non va

La magia di Zaccagni oscura solo in parte una prova altamente insufficiente dell’Italia, che rischia con la Croazia ma poi agguanta gli ottavi di Euro 2024: ora la Svizzera, ma una prestazione analoga potrebbe non bastare

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Zaccagni

Lo spettro delle eliminazioni passate aveva già preso forma sotto il cielo di Lipsia, con la Croazia pronta ad essere l’erede di Slovacchia ed Uruguay, tanto per dirne un paio. E invece l’Italia ha tirato fuori le ultime energie – le prime in assoluto consumate in modo corretto, a differenza delle altre – e grazie ad una magia di Zaccagni ha strappato il pass per gli ottavi.

L’1-1 finale è figlio di una prova ampiamente insufficiente per 97′ e 30″, con un unico acuto a spezzare il fiato croato a 7″ dal termine. Un allineamento di pianeti che momentaneamente fa dimenticare gli errori di Jorginho e Barella, l’anonimato di Dimarco e Pellegrini, lo spaesamento di Retegui. Coerente con il suo essere fenomeno, invece, Gigio Donnarumma che para il rigore a Modric ma poi capitola su un suo tap-in, dopo l’ennesimo miracolo.

Dimarco, Italia
Dimarco, Italia

Italia, ora c’è la Svizzera

Chiesa – inizialmente escluso per un Raspadori impalpabile – dà spirito ma predica nel deserto, si salvano Bastoni e Calafiori. E proprio dal difensore del Bologna parte la cavalcata determinante: lui che di professione fa il centrale arretrato serve a Zaccagni un cioccolatino. All’esterno della Lazio il merito di aver fotocopiato il gol di Del Piero a Dortmund nel 2006 al secondo pallone toccato, testimoniando con i fatti come lo stesso CT Spalletti abbia azzeccato poco o nulla nell’assetto e nella tempestività dei cambi.

Ora, che sia per fortuna o finale bravura, l’Italia si è conquistata la possibilità di navigare da un lato del tabellone piuttosto intrigante. Ma guai a commettere l’errore di guardare oltre l’orizzonte: prima c’è la Svizzera, che ha rischiato di inguaiare l’Europeo della Germania poco più di 24 ore fa e che conosce benissimo la nostra Nazionale. Alla quale ora tocca l’arduo compito di tornare compatta, consapevole ed imprevedibile. Altrimenti tirar fuori un altro coniglio dal cilindro si rivelerà impresa quasi impossibile.

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Calciomercato

Calhanoglu al Bayern, l’Inter non fa muro: la chiave è Palhinha

Calhanoglu pronto a dire addio? Dalla Germania sono certi, il turco ha aperto alla volontà del Bayern Monaco. Ora la palla passa all’Inter

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Hakan Calhanoglu

Di sicuro è la Germania l’assoluta protagonista del mese di giugno, se si parla di calcio. Sede degli Europei attualmente in corso e patria di una Nazionale qualificata brillantemente agli ottavi della rassegna, la terra teutonica fa la voce grossa anche sul mercato. In particolare, il Bayern Monaco è protagonista assoluto dell’assalto ad Hakan Calhanoglu.

Il Bayern aspetta Palhinha

Per il centrocampista dell’Inter e della Turchia si tratterebbe di un ritorno in Germania, dove ha militato con Amburgo e Bayer Leverkusen: ma, soprattutto, significherebbe un improvviso ed inatteso addio alla causa nerazzurra. Separazione in vista? Per Oaktree non ci sono paletti, anzi. La nuova proprietà si sarebbe già detta disposta ad ascoltare offerte.

Ad alimentarne la volontà c’è anche lo stesso Calhanoglu, il quale avrebbe aperto con gradimento al Bayern. Resta da capire lo svolgimento lineare del mercato dei bavaresi, ai quali il Fulham ha corrisposto il secondo “no” per Palhinha. Per il portoghese l’offerta è salita fino ai 50 milioni, cifra che, se proposta all’Inter, potrebbe instradare Calha verso la Bundesliga.

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Europa

Croazia-Italia, le probabili formazioni: Retegui insidia Scamacca

L’Italia cambia in vista del match decisivo con la Croazia: tocca a Retegui ma non solo, novità anche sugli esterni

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Esultanza Italia

“Ho fiducia nella Nazionale”. Le parole di Luciano Spalletti nella conferenza di vigilia non lasciano spazio a metafore, ora però si passa ai fatti. Croazia-Italia alle ore 21:00 chiuderà il Gruppo B di Euro 2024 e gli Azzurri dispongono di due risultati su tre per passare il turno. Una sconfitta pregiudicherebbe – o quasi – il tutto, rimandando il responso alla classifica finale delle migliori terze del torneo.

Spalletti cambia l’Italia

Scongiurare calcoli è dunque la missione dell’Italia, arrivata a Lipsia con la consapevolezza che molto dovrà cambiare rispetto alla partita con la Spagna. Compresi gli uomini e la loro disposizione in campo: si va infatti verso un 4141 con Retegui in vantaggio su Scamacca per occupare il ruolo di centravanti.

A far le spese della mutazione anti-Croazia sarà anche Pellegrini, che con ogni probabilità cederà il posto a Cristante di fianco a Barella. Scalpita anche Cambiaso, favorito per agire sulla destra così come Darmian sulla sinistra, quest’ultimo in vece dell’infortunato Dimarco. In casa croata, invece, occhi sul centrocampo con Modric, Brozovic, Pasalic e Kovacic tutti in campo contemporaneamente.

Probabili formazioni

Italia (4141): Donnarumma; Di Lorenzo, Bastoni, Calafiori, Darmian; Jorginho; Cambiaso, Cristante, Barella, Chiesa; Retegui. All. Spalletti
Croazia (4321): Livakovic; Stanisic, Sutalo, Pongracic, Gvardiol; Kovacic, Brozovic, Modric; Pasalic, Sucic; Kramaric. All. Dalic

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