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MotoGP

Bagnaia, Assen e assolo: Ducati, è un ‘gioco di pressioni’

Bagnaia domina nel Tempio della Velocità: ad Assen è assolo. Ducati e Marquez, occhio a Martin e Bastianini: è il ‘gioco delle pressioni’

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Assen, Bagnaia

Assen è casa Bagnaia. La conferma arriva coronando un weekend perfetto, da Super Grand Slam. Nel tennis si parlerebbe di triplo 6-0 dinanzi ad una simile prestazione: intoccabile, inavvicinato ed inavvicinabile. Dominio puro. Assolo ad Assen, in un gioco di parole musicale, lo stesso messo in scena da Pecco nel proprio teatro con una perfetta sinfonia a tre note: pole, Sprint e gara.

All’Università del Motociclismo Bagnaia ha superato ogni esame nel 2022, colto laurea nel 2023 e, annichilendo la concorrenza, si fa oggi rettore a mettere in riga i rivali, costretti a contendersi le restanti posizioni sul podio. A svettare al centro, sul gradino più alto, ancora una volta Pecco. Lo show sul podio, atteso e giunto tra i fumi, gli concede il doveroso tributo per una prestazione superba: dall’alto di podio e caratura si prepara a sferrare l’attacco mondiale, con vista sulla Cattedrale nel Tempio della Velocità, elemento che padroneggia senza eguali.

Faro nelle prime luci dell’alba dei motori post-mercato, Bagnaia trascina con sé l’intera armata Ducati, o quasi. Martin, Bastianini, Marquez e Di Giannantonio seguono il richiamo della sinfonia d’assolo del campione del mondo e blindano, una volta ancora, la top-5 a firma d’autore esclusiva Borgo Panigale.

Il primo, a smentire le attese, non si scompone e, calata la visiera, suonato dal rivale, mette da parte l’orgoglio e capitalizza il massimo nel weekend. A danzare sulle note dell’assolo di Assen è invece Bastianini. Flagellatosi a dovere nella mattina del sabato, come da tradizione, si gode due rimonte show che ne provano livello, continua crescita e stato di forma. Giunto il turno di Di Giannantonio, dalla pista si torna al mercato: Ducati riuscirà nell’ardua impresa di en-plein di fughe cancella-progetto? Agli organi esecutivi del Marquez-pensiero l’ardua sentenza.

Né dimenticanze né errori, di questi ne ha fatto incetta proprio Marc Marquez nel weekend. 4° sul traguardo, lo spagnolo si vede retrocesso sino al 10° posto dopo aver sforato il limite di pressione consentita per le gomme. Calata quelli negli pneumatici in pista, sale quella arteriosa nel post gara. Mancato sul tracciato ecco, dunque, l’attacco a Bastianini, reo di averlo superato e averlo fatto finire largo. Navigato teatrante, da che pulpito vien la predica, verrebbe da chiosare. Risposte non pervenute, la Bestia, quantomeno, prendendogli l’interno gli nega il cordolo, così da non replicare la caduta del sabato.

Archiviato il mese di contorti giochi di dichiarazioni, s’inaugura così il nuovo leitmotiv in casa Ducati: è il tempo del ‘gioco delle pressioni‘. I vertici di Borgo Panigale, dopo aver ceduto a Marquez, si trovano ora a fare i conti con un futuro ridimensionato negli interpreti, così come nei team. Dal 2025 in poi la pressione di smentire le critiche e dimostrare la bontà della scelta fatta. Per il Cabroncito, poi, la pressione di dimostrare il proprio valore contro i defenestrati Martin e Bastianini, i quali stentano ad offrire strascichi. Il primo lo stacca ancor più nel mondiale, il secondo si diletta in estrose infilate ai suoi danni. Monito da Assen, per l’otto volte campione del mondo, bilanciare pressioni tra moto e pilota.

MotoGP

‘L’eletto’ è il nuovo SachsenKing

Detronizzato Marquez re di Germania, il pretendente al trono Martin chiude nella ghiaia: Bagnaia, ‘l’eletto’, è il nuovo SachsenKing. C’è ancora vita nella classi inferiori, la Federazione batta un colpo

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'L'eletto' è il nuovo SachsenKing

Il re, il principe e ‘l’eletto’. I tre in vetta al mondiale a contendersi la presa di Germania, gli ultimi due chiamati a detronizzare Marquez nel proprio regno. Marc si complica la conferma al trono già al sabato, un passo alla volta: prima l’highside, poi l’impeding dal passato. Martin coglie le grazie del reame, poi getta corona, vittoria e vetta del mondiale nella ghiaia. ‘L’eletto’ Bagnaia vince ancora, fa 4 su 4, 6 su 9, spodesta il padrone di casa undisputed e si fregia del titolo di nuovo SachsenKing.

Le gare nella gara. Di menti forti e arcigne resistenze al tempo davanti, maschia e senza sconti inseguendo. Jorge Martin è, per distacco, il più veloce del weekend; Bagnaia, per distacco, il più forte del mondiale, ad oggi. Una differenza tanto sottile quanto pesante, e nella classifica mondiale e nella bacheca. Pecco è passaggio obbligato ad ogni gara: prima la sfida al campione del mondo, poi il traguardo, eventualmente. Il delta tra il potenziale ed il risultato della concorrenza, oggi, è proprio lui.

La morte, le tasse, Bagnaia. Martin ha dovuto farci i conti, salati, costantemente nelle ultime 4 gare. In Catalunya non bastano pole, curva 5, maledizioni o gap; al Mugello il passo non è sufficiente, c’è chi sbriciola il cronometro sull’incudine; ad Assen si rispetta la ‘proprietà privata Bagnaia‘, si impara l’arte dell’accontentarsi e pensare al mondiale; al Sachsenring, in ultima istanza, si cede alla sfida ravvicinata di nervi, scoperti ed infiammati per lo spagnolo.

Differenze. Bagnaia trova continuamente nuovi modi di gustarsi le vittorie, Martin di cedere ed annotare gli errori: è il tempo di imparare. Come Keanu Reeves con la bandiera a scacchi, Pecco è ‘l’eletto’ per spodestare Marquez dal trono di Germania e divenire nuovo SachsenKing. Schiva i proiettili, di pressione, infilate e fuga del rivale; sceglie la pillola rosso Ducati, prende iniziativa nel braccio di ferro finale e vince da campione. Superato Stoner nell’albo d’oro, Martin nel mondiale, la sfida è una volta ancora contro sé stesso.

Frattura e costato dolorante lo frenano, il profumo di casa lo spinge. Marc Marquez inanella l’ennesimo capolavoro di carriera e si regala una rimonta storica. Il podio con il fratello è il premio dovuto per un weekend sul rollercoaster. Poco da aggiungere, l’iberico sgombra il campo dalle parole e lascia spazio ai fatti. Inappellabile.

Ruggisce l’Italia ai piedi del podio. Sono i consueti tuoni di rimonta di Enea Bastianini, sono i lampi di rinascita di Franco Morbidelli. Una Bestia affamata di vittoria si ferma all’antipasto dei sorpassi, il sabato mattina gli pregiudica, una volta ancora, la portata principale. Il miglioramento in qualifica è uno snodo obbligato di carriera, pena il patimento della fame ancora a lungo. Franky, all’opposto, vede eclissarsi il proprio brillare delle battute iniziali con il passare delle tornate. Pregusta il sapore del podio, il profumo lontano della vittoria: consolazione tutt’altro che magra lo spettacolo delle lotte senza sconti con Marquez e Bastianini, il 5° posto è una prima finestra sul 2020.

Weekend di festa per Quartararo che, in un presente di tempesta, scorge una luce dal futuro tra le nubi tecniche: lotta con la M1 e la costringe alla zona punti, poi l’arrivo di Pramac. Gloria massima in casa Honda: Marini, complice la pesante penalità inferta a Bradl, raccoglie il primo punto in stagione. Non solo, Mir riesce nell’impresa di riconsegnare al box HRC la moto integra. Stop the count.

Risucchiati dall’arrivo della mareggiata Pirelli, lasciati al mare aperto in stagione, Vietti ed Arbolino, scorte le coste della Germania, riesumano la dotazione d’emergenza. Tony e Celestino, razzi di segnalazione al Sachsenring. La foga del ritorno li costringe a chiudere sulle tele, ma c’è ancora vita in Moto2. Fari puntati su Lunetta: il talento non manca, le nozioni sul notorio bluff da qualifica e fine gara Moto3 ancora sì. L’attesa aumenta il desiderio di tornare a scorgere l’Italia in Moto3: il 58 arriverà, non resta che attendere cenni di vita dalla Federazione, non pervenuta, per un movimento che non può più nascondersi dietro ai successi della classe regina. Futuro in bilico.

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Sachsenring, Martin regalo a Bagnaia: Marquez 2°, Bastianini precede Morbidelli

Jorge Martin domina al Sachsenring, poi regala vittoria e vetta mondiale a Bagnaia: 2° Marc Marquez, Bastianini ai piedi del podio con Morbidelli

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Sachsenring, Martin-Bagnaia

Bagnaia vince al Sachsenring con doppio regalo di Jorge Martin: lo spagnolo cade a 2 giri dalla fine, concedendo successo e leadership nel mondiale al rivale. Marc Marquez è protagonista di un’eccezionale rimonta che lo porta sino al 2° posto davanti al fratello Alex. Ai piedi del podio Bastianini, anch’esso rimontante ma rallentato dalla lotta con un ottimo Franco Morbidelli, 5°.

Seguono Oliveira ed Acosta, prima di accennati lampi di debole ritorno di Bezzecchi. Binder precede Raul Fernandez, con le due TrackHouse che, come nella Sprint, sprecano le ottime qualifiche. Fa quel che può Quartararo, 11°, così come Vinales, rientrato ultimo dopo un lungo al settimo giro.

Bagnaia-Martin, Sachsenring
Bagnaia-Martin, Sachsenring

Sachsenring, Bagnaia nuovo leader del mondiale

Chiudono in zona punti anche Miller, Augusto Fernandez e Nakagami. Il feeling dell’Aprilia si sgretola con il progredire del weekend, lasciando il palco all’assedio delle Ducati: 5 nei primi 5, con la possibilità di aggiungere un’unità senza la caduta di Jorge Martin.

A suggellare il dominio di Borgo Panigale c’è la quarta vittoria consecutiva di Francesco Bagnaia, magistrale nella gestione della gara. Regge l’urto, anche mentalmente, nelle difficoltà delle prime fasi di gara; si rimette in coda a Martin ed erode progressivamente il vantaggio del rivale. Lo strappo finale costringe lo spagnolo ad una forzatura eccessiva, abbastanza da trarlo in errore e prendersi la vittoria: Pecco è il nuovo (vecchio) leader del mondiale, con 10 punti di vantaggio.

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Moto2, finalmente Aldeguer: Vietti miracoloso, Arbolino illude

Torna a vincere Fermin Aldeguer in Moto2 al Sachsenring, su Dixon e Ogura: un Vietti miracoloso cede all’ultima curva, illude Tony Arbolino

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Moto2, Aldeguer-Arbolino

Fermin Aldeguer torna a vincere, firmando il proprio secondo successo stagionale in Moto2, prendendosi il Sachsenring su Dixon ed Ogura. Miracoloso Celestino Vietti che, scattato dalla pole position, resiste all’usura della gomma ed al rientro delle Boscoscuro e Moreira. Il pattinare del posteriore sull’asfalto tedesco negli ultimi 5 giri lo tradisce all’ultima curva, chiudendo 5° alle spalle del brasiliano.

Moto2, Arbolino lampi di ritorno: Garcia e Roberts nelle retrovie

Illude, poi, Tony Arbolino. Recupero lampo dal 6° posto in griglia e diverse tornate che alternano vetta della corsa e battaglie con la concorrenza. Tiburon formato 2023, in forma e favorito per la vittoria da contendersi per Aldeguer, poi le gomme lo tradiscono e frana 9°. 6° il leader del mondiale Sergio Garcia, contiene i danni Joe Roberts 8°.

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